giovedì 14 marzo 2013

ERITIS ODIO OMNIBUS...Sarete Odiati da tutti!



Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato.


Mt. X, 16-22

Sarete odiati da tutti a causa del mio nome: mai come in questo tempo vediamo raccogliersi i nemici di Dio contro la Chiesa e la società cristiana. O meglio: contro quel che rimane della Chiesa e della società cristiana, dopo secoli di persecuzioni anticattoliche e decenni di abdicazioni conciliari.


Ma sarebbe il caso di chiedersi se il Massone Agostino Casaroli, Cardinale e Segretario di Stato, non sia stato uno dei principali artefici di questo disastro, quando fece di tutto per ottenere dalle Nazioni europee in cui il Cattolicesimo era ancora Religione di Stato che si adeguassero al Concilio e modificassero le loro leggi in tal senso. In molti casi gli stessi governanti non avevano manifestato alcuna intenzione di togliere alla Chiesa Cattolica il suo status, e se ciò avvenne fu solo perché la Gerarchia lo pretese, contro ogni ragionevolezza. In Italia, ad esempio, sarebbe stato impossibile approvare in Parlamento la revisione  del Concordato contro il parere della Chiesa, vista la percentuale altissima di parlamentari democristiani e di area cattolica. 

Senza questo colpo di grazia al Cattolicesimo, dinanzi al quale profetizzammo esattamente quello che sta accadendo oggi, il cammino verso la laicizzazione delle Nazioni europee sarebbe stato perlomeno rallentato. 

Oggi non possiamo chiedere che gli Stati rispettino la Chiesa e la Legge di Dio: fu la Chiesa stessa ad elogiare la laicità, pretendendo in nome del Concilio la revisione dei Concordati. 

Il Vaticano II, infatti, ha affrontato in quattro documenti il tema del rapporto della Chiesa cattolica con l’autorità civile: nella costituzione Lumen gentium sulla Chiesa n. 8; nella costituzione Gaudium et spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo n. 76; nel decreto Christus Dominus sull’ufficio pastorale dei vescovi n. 20; e nella dichiarazione Dignitatis humanae sulla libertà religiosa n. 13. Ovviamente, il Magistero precedente - anzi, più chiaramente: il Magistero cattolico tout court - non fu tenuto in alcuna considerazione, coerentemente con tutto l'impianto rivoluzionario del Concilio.

In occasione della revisione del Concordato tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede, il 18 Febbraio 1984, il Cardinal Casaroli disse:

Il nuovo Concordato è strumento di concordia e non di privilegio, in cui confluiscono tutte le tensioni ideali, avviate con il Concilio Ecumenico Vaticano II nel dialogo tra i valori propri dei credenti e della laicità.

Basterebbero queste parole per dimostrare il rapporto di causalità tra le deviazioni del Concilio e la dissoluzione della società. 

La Religione di Stato ripugnava alla Massoneria, e fu proprio per abbatterla che la setta si infiltrò nella Chiesa, in modo da detronizzare Cristo Re e intronizzare Satana. Fino ad allora tutti i Papi avevano difeso strenuamente la dottrina della Divina Regalità di Nostro Signore e dell'obbligo per le Nazioni, come per i singoli, di sottomettersi al dolce giogo della Sua legge. Ma questa dottrina fu negata e scalzata dal Concilio, che ratificò con la propria autorità la ribellione del secolo a Nostro Signore. 

Chiedere che le Nazioni non legiferino conseguentemente alla loro impostazione atea ed irreligiosa è assurdo: se manca il riferimento da una Legge eterna, che trova il proprio autore in un Dio personale e trascendente che si è rivelato, per quale motivo si dovrebbero mantenere delle apparenze di Cristianesimo? E dopo aver decantato le lodi della democrazia, come si può sperare di avere cittadinanza in un mondo in cui la maggioranza numerica prevale? 

Ancora una volta, i buoni si lasciarono ingannare dai facili entusiasmi dei Vescovi: pensavano, i poveretti, che l'Italia sarebbe rimasta cattolica con o senza Religione di Stato, mentre i nemici sapevano benissimo che, scalfito il principio, sarebbe stato sufficiente aver pazienza per qualche anno. 

Quando i malvagi erano una minoranza, invocavano che li si rispettasse; ora che sono in maggioranza - o che comunque il loro potere ha maggiore visibilità mediatica e sociale - non hanno alcun riguardo per i buoni, e non esiteranno a calpestare i diritti di una minoranza non coesa, castrata nei suoi ideali da decenni di belati pacifisti e di appelli alla solidarietà. 

Perché poi lo Stato dovrebbe rispettare la vita umana, e non il sacro vincolo del Matrimonio, o il giorno del Signore? Perché dovrebbe punire chi insulta Iddio e i Santi, quando dimostra non solo indifferenza, ma aperta ostilità a tutto ciò che di sacro Egli ha insegnato e ordinato? Perché dovrebbe sanzionare penalmente come reati dei comportamenti dinanzi ai cui autori la Chiesa stessa va blaterando rispetto e solidarietà? Perché non dovrebbe lasciarsi guidare dalla Massoneria, quando i suoi membri sono ricevuti e adulati dai Prelati della Chiesa conciliare? Perché lo Stato non dovrebbe considerare come sospetti o addirittura come criminali i cittadini che dichiarano apertamente di rifiutare le sue leggi, ancorché ingiuste, quando il loro cardine soprannaturale è stato negato dalla Gerarchia in nome della laicità? Perché non dovrebbe cedere le chiese ormai deserte ai Mussulmani, che viceversa sono sempre più numerosi? 

Anche il discorso delle cosiddette radici cristiane fa acqua da tutte le parti: l'Europa, prima di esser cristiana, fu pagana, sotto l'Impero Romano: dovremmo forse appellarci alle radici pagane, seguendo lo stesso ragionamento? Vogliamo andare ancora più indietro, e riferirci alla barbarie, che forse meglio di altre epoche oggi si addice a questa Europa senza Dio? 

Certo, sarebbe troppo cattolico dire chiaro e tondo che l'unica ragione per cui le Nazioni della terra debbono inchinarsi a Cristo Re è che Egli ha redento col Suo Sangue l'umanità decaduta, e che l'ha riscattata alla schiavitù del demonio, e che la nostra sudditanza non è unoptional ma un dovere morale che non esclude nessuna sfera del nostro vivere, inclusa quella politica. Questa è dottrina, questo è Magistero: ma il Concilio ha detto il contrario, gli ultimi Papi parlano solo del Concilio, i Vescovi e i preti parlano solo del Concilio. Anche i nemici di Cristo parlano del Concilio. Del Magistero cattolico, mai. 



Per questo è illogico chiedere che il Crocifisso rimanga affisso nelle aule e negli uffici pubblici: se lo Stato è laico, non può esser cattolico al tempo stesso, e nemmeno cristiano: quella Croce nei tribunali in cui si celebrano cause di divorzio, o negli ospedali in cui si uccidono i figli con l'aborto, o nelle cliniche in cui si predano gli organi, o nelle aule in cui si insegnano i principi della Rivoluzione e si elogia il Risorgimento è un'ipocrisia che offende Cristo per primo. 

Invece di fare dei mea culpa su presunti crimini di un passato remotissimo che meritò alla Chiesa il trionfo sul Turco e sugli eretici, la Gerarchia farebbe bene a cospargersi il capo di cenere e vestirsi di sacco per i delitti di cui si è macchiata dal Concilio in poi, lasciandosi sedurre dalla mentalità del secolo e rendendosi addirittura zelantissima complice nella distruzione della sua eredità e della natura stessa della Chiesa. 

Avete voluto il laicismo? Adesso godetevelo.

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