giovedì 15 ottobre 2009

Santa Teresa d'Avila... una Santa all' Inferno!

Orazione a Santa Teresa
Amantissimo Redentore delle anime nostre, che per attestarci chiaramente quanto Vi compiacete dell'amor nostro con tenerezza d'appassionatissimo sposo deste a S. Teresa i contrassegni più grandi della Vostra predilezione, giungendo persino a dirle di Vostra stessa S. Bocca: "Io sono tutto tuo, e tu sei tutta mia, se non avessi creato il Cielo, per te sola lo creerei", deh, Sposo dolcissimo delle anime, giacchè anche per noi lo avete creato, e a noi pure e per noi avete tutto dato Voi stesso, concedeteci, Vi preghiamo con tutta l'effusione del nostro cuore, di poter anche noi amarVi qui in questa terra quanto Vi amò l'amantissima Vostra Sposa S. Teresa, per giungere poi in Cielo a possederVi ed a cantare con Lei le infinite Vostre Misericordie. Amen.

Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto,
sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen

Ora pro nobis Beata Virgo Sancta Theresia
Ut digne efficiamur promissionibus Christi


Oremus

Deus, qui illibata praecordia beatae virginis Theresiae sponsae tuae ignito jaculo transfixisti, et charitatis victimam conscrasti, ipsa interveniente concede; ut corda nostra ardore Sancti Spiritus ferveant, et te in omnibus et super omnia diligant. Qui vivis et regnas in unitate ejusdem Spiritus Sancti Deus per omnia saecula saeculorum. Amen.


Sancta Theresia a Jesu, Ora et Intercede pro Nobis!!!

Oggi festa della Grande Santa Mistica e Dottore della Chiesa onoriamo la Sua Memoria con 2 racconti di sue visioni: la prima ci dice di temere l'Inferno perchè esiste e ci aspetta se non ci convertiamo. La seconda ci dice che è infondata la paura del Diavolo se siamo nella Grazia abbandonando il peccato di già che abbiamo N. S. Gesù Cristo, Maria Ss.ma e il Paradiso intero dalla nostra parte.


Di Suoi scritti:

"Tale visione durò un brevissimo spazio di tempo, ma anche se vivessi molti anni, mi sembra che non potrei mai dimenticarla. L’entrata mi pareva come un vicolo assai lungo e stretto, come un forno molto basso, scuro e angusto; il suolo, una melma piena di sudiciume e di un odore pestilenziale in cui si muoveva una quantità di rettili schifosi. Nella parete di fondo vi era una cavità come di un armadietto incassato nel muro, dove mi sentii rinchiudere in un spazio assai ristretto. Ma tutto questo era uno spettacolo persino piacevole in confronto a quello che qui ebbi a soffrire. Ciò che ho detto, comunque, è mal descritto.
Quello che sto per dire, però, mi pare che non si possa neanche tentare di descriverlo né si possa intendere: sentivo nell’anima un fuoco di tale violenza che io non so come poterlo riferire; il corpo era tormentato da così intollerabili dolori che, pur avendone sofferti in questa vita di assai gravi, anzi, a quanto dicono i medici, dei più gravi che in terra si possano soffrire – perché i miei nervi si erano tutti rattrappiti quando rimasi paralizzata, senza dire di molti altri di vario genere che ho avuto, alcuni dei quali, come ho detto, causati dal demonio – tutto è nulla in paragone di quello che ho sofferto lì allora, tanto più al pensiero che sarebbero stati tormenti senza fine e senza tregua. Eppure anche questo non era nulla in confronto al tormento dell’anima: un’oppressione, un’angoscia, una tristezza così profonda, un così accorato e disperato dolore, che non so come esprimerlo. Dire che è come un sentirsi continuamente strappare l’anima è poco, perché morendo, sembra che altri ponga fine alla nostra vita, ma qui è la stessa anima a farsi a pezzi. Non so proprio come descrivere quel fuoco interno e quella disperazione che esasperava così orribili tormenti e così gravi sofferenze. Non vedevo chi me li procurasse, ma mi pareva di sentirmi bruciare e dilacerare; ripeto, però, che il peggior supplizio era dato da quel fuoco e da quella disperazione interiore.
Stavo in un luogo pestilenziale, senza alcuna speranza di conforto, senza la possibilità di sedermi e stendere le membra, chiusa com’ero in quella specie di buco nel muro. Le stesse pareti, orribili a vedersi, mi gravavano addosso dandomi un senso di soffocamento. Non c’era luce, ma tenebre fittissime. Io non capivo come potesse avvenire questo: che, pur non essendoci luce, si vedesse ugualmente ciò che poteva dar pena alla vista. Il Signore allora non volle mostrarmi altro dell’inferno; inseguito, però, ho avuto una visione di cose spaventose, tra cui il castigo di alcuni vizi. Al vederli, mi sembravano ben più terribili, ma siccome non ne provavo la sofferenza, non mi facevano tanta paura, mentre in questa prima visione il Signore volle che io sentissi davvero nello spirito quelle angosce e afflizioni, come se le patissi nel corpo. Non so come questo sia avvenuto, ma mi resi ben conto che era per effetto di una grande grazia e che il Signore volle farmi vedere con i miei occhi da dove la sua misericordia mi aveva liberato. Sentir parlare dell’inferno è niente, com’è niente il fatto che abbia alcune volte meditato sui diversi tormenti che procura (anche se poche volte, perché la via del timore non è fatta per la mia anima) e con cui i demoni torturano i dannati e su altri ancora che ho letto nei libri; non è niente, ripeto, di fronte a questa pena, che è ben altra cosa. C’è la stessa differenza che passa tra un ritratto e la realtà; bruciarsi al nostro fuoco è ben poca cosa in confronto al tormento del fuoco infernale.
Rimasi spaventata e lo sono tuttora mentre scrivo benché siano passati quasi sei anni tanto da sentirmi agghiacciare dal terrore qui stesso, dove sono. Così non c’è una volta in cui io sia afflitta da qualche sofferenza o dolore che non mi sembri una sciocchezza tutto quello che si può soffrire quaggiù, convinta che, in parte, ci lamentiamo senza motivo. Torno pertanto a dire che questa è una delle maggiori grazie che il Signore mi ha fatto, perché mi ha aiutato moltissimo, sia per non temere più le tribolazioni e le contraddizioni di questa vita, sia per sforzarmi a sopportarle e ringraziare il Signore di avermi liberato, come ora mi pare, da mali così terribili ed eterni.
D’allora in poi, ripeto, tutto mi sembra facile in paragone di un attimo di quella sofferenza ch’io ebbi lì a patire".


“Piuttosto, perché non sentirmi così forte da affrontare l’inferno intero? E prendevo in mano una croce, e mi sembrava che Dio me ne desse il coraggio. In breve spazio di tempo mi vidi così trasformata che non avrei temuto di scendere in lotta con tutti i demoni dell’inferno. Con quella croce mi pareva di sgominarli tutti, e gridavo loro: «Venite avanti ora, ché essendo io la serva del Signore, voglio vedere che cosa mi potete fare!»”
Che Santa Teresa interceda per noi e ci salvi dagli scandali
che attentano la S.Purezza e ci benedica tutti..
Per Mariam ad Jesum!!!






2 commenti:

  1. Che bella sorpresa vedere questo spazio redivivo!
    Grazie per il post su questa grandissima figura della Chiesa. Io nella mia ignoranza la sto scoprendo solo ora e rimango meravigliata dalla sua totale donazione a Dio.

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  2. Uno spazio utilissimo e ricco di informazioni... Le segnalo un sito molto attinente agli argomenti da lei trattati.

    LIBERACI DAL MALE
    http://esorcismi.altervista.org

    Cordialmente.

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